LE DUE VELOCITA'


SI PARLA DI POLITICA, NAZIONALE O LOCALE, IN
MANIERA SATIRICA O SERIOSA.
SI CERCA DI NON
OFFENDERE NESSUNO E SE CAPITA CE NE SCUSIAMO SIN DA SUBITO.

OGNI VOSTRO COMMENTO E' GRADITO.

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giovedì 25 settembre 2008

MEMORIA STORICA

Pubblichiamo di seguito l'intervento odierno, in lettera aperta al Gazzettino di Padova, dell'Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Padova, nonchè Sindaco di Correzzola (PD), Mauro Fecchio.

Noi che lo conosciamo bene non nascondiamo la nostra profonda stima ed ammirazione per il suo operato ed il suo pensiero, ritenendolo uno dei pochi politici, tra l'altro tra i pochi giovani, meritevole di assumere cariche istituzionali prestigiose.

PERICOLOSO PER I GIOVANI RIMUOVERE LA MEMORIA STORICA:

Più volte, dalla nascita dell'attuale legislatura, è stato agitato da parte di esponenti di opposizione e di alcuni intellettuali di sinistra lo spauracchio del restauro del fascismo in Italia.

Credevo che a chiunque avesse interesse per la politica, o semplicemente per le vicende storiche del nostro paese, questo apparisse chiaramente come un mero espediente strategico. Evidentemente mi illudevo, perché la pregiudiziale antifascista è tornata prepotentemente alla ribalta.


Devo tuttavia osservare che così come l'anticomunismo non fu, negli anni del dopoguerra, collante sufficiente a tenere insieme le forze moderate, la discriminante antifascista raramente si rivelò, in Italia come nel resto l'Europa, elemento forte di aggregazione.

La tattica delle larghe intese antifasciste prevalse al settimo congresso della Terza Internazionale, dopo l'avvento al potere di Hitler, ma fu avversata in quella occasione da molti esponenti, anche italiani, perché considerata un cedimento alla difesa del sistema borghese.


Forgiare la propria identità politica in antitesi a qualcos'altro non si è mai rivelato utile, soprattutto quando ci si rivolge ai giovani per indicare loro un percorso.


I ragazzi che oggi si interessano delle vicende politiche del loro paese e se ne sentono attivamente coinvolti sono molti di più di quanto non si percepisca a uno sguardo superficiale.

Rappresentano la generazione successiva alla stagione dei grandi conflitti ideologici. Hanno la fortuna di essere cresciuti senza temere l'avvento di regimi totalitari e liberticidi in un paese non più dilaniato da laceranti divisioni. Più che una fortuna, è il frutto dell'impegno di molti che, prima di loro, hanno ricucito gli strappi del passato.


Ma evitare di rispolverare vecchie contrapposizioni non significa promuovere una pericolosa rimozione della memoria. Soprattutto quando si parla ai giovani, la luce della storia è un percorso importante che coinvolge molti aspetti della nostra società, dall'istruzione pubblica alla vita politica. Ma non passa certamente attraverso la compilazione delle liste dei buoni e dei cattivi.


Poco meno di due anni fa sono stati ritrovati a Correzzola i resti di un caccia dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana abbattuto nel '44 mentre difendeva Padova dal drammatico bombardamento in cui persero la vita molti civili e fu distrutta, tra l'altro, la cappella Ovetari.

In una lettera, il suo pilota, Giovanni Battista Boscutti, affermava che la sua più grande ambizione era quella di poter servire, se necessario col mio sangue, la nostra cara patria. Detto, fatto. Una cosa chiara. Era dalla parte sbagliata? Il ritratto del suo capitano, Adriano Visconti, è esposto al National Air and Space Museum di Washington a rappresentare l'Italia fra gli assi di guerra internazionali. Visconti non era fascista, ma un fervente nazionalista ed aderì all'aeronautica della Repubblica Sociale per difendere sono parole sue le città italiane. Era dalla parte sbagliata? E il partigiano che gli sparò alle spalle era dalla parte giusta? E' questo che vuol dire fare chiarezza?


La chiarezza storica richiede tempo, approfondimento e sedi adeguate e non sentenze dettate da opportunità politica. Opportunità politica che ovviamente non vale mai per chi ha un passato politicamente corretto.

Come non ricordare ad esempio che al tempo dei fatti di Budapest l'attuale Presidente della Repubblica era schierato con un partito ancora ben lontano dal prendere le distanze dal Partito Comunista Sovietico. Eppure nessuno ha chiesto a lui, né a Veltroni, di definire il comunismo il male assoluto.


Ed infatti poche sono le visite guidate alla Casa del terrore ed al Museo dei Totalitarismi in Budapest.

I giovani, soprattutto quelli che si interessano alla politica e alle questioni sociali, sono molto più sensibili e attenti di quanto probabilmente non si possa percepire quando si è troppo avvezzi a spostarsi sul terreno viscido dei tatticismi.


Se vogliamo fare qualcosa per loro, aiutiamoli a crescere in una nazione fondata su valori profondi e positivi, come libertà e democrazia, ma anche cambiando le regole di un sistema sociale vetusto, che impedisce loro di emergere e di dare il meglio di sè.


Mauro Fecchio