LE DUE VELOCITA'


SI PARLA DI POLITICA, NAZIONALE O LOCALE, IN
MANIERA SATIRICA O SERIOSA.
SI CERCA DI NON
OFFENDERE NESSUNO E SE CAPITA CE NE SCUSIAMO SIN DA SUBITO.

OGNI VOSTRO COMMENTO E' GRADITO.

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giovedì 25 dicembre 2008

AUGURI!


"UN GIORNO, QUANDO GUARDANDO DALLA FINESTRA, VEDRO' CHE QUALCOSA E' CAMBIATO, PRENDERO' UN ALBERO, LO VESTIRO' DI STELLE E FINALMENTE SARA' NATALE"

Anonimo

AUGURI A TUTTI

FIAMMAVENETA

venerdì 28 novembre 2008

IL CITTADELLA GIOCA IN CASA! E TU...?


DAL SITO UFFICIALE DELL' A.S. CITTADELLA:

29 novembre 2008: data storica per l’AS Cittadella ma non solo; è una data importantissima per Cittadella tutta e per i suoi abitanti.

Per la prima volta nella storia calcistica lo stadio Pier Cesare Tombolato ospiterà una gara del campionato di serie B dopo che la capienza è stata portata dagli originali 4000 posti a quella nuova di 7623: un risultato straordinario!

E’ così presidente Gabrielli?

“Credo proprio di si perché abbiamo raggiunto un risultato che solamente qualche mese fa sembrava un sogno; e tutto questo mi fa fare molte considerazioni che in ogni caso portano tutte a un solo pensiero e cioè che è stato un successo oltre modo grandissimo ottenuto i tempi difficili come questi.Per arrivare ad avere uno stadio per la serie B c’è voluto un grosso contributo dell’Amministrazione Comunale, che fin dal primo momento ha dato la massima disponibilità, ma penso che il grande interesse e l’efficienza messa in campo a 360°, compreso l’anticipo di spesa, della nostra famiglia sia risultato fondamentale per la buona riuscita di tutto.

Debbo comunque ringraziare tutti i nostri collaboratori che hanno profuso tantissime energie, oltre che tante ore giornaliere, per terminare i lavori in un tempo abbastanza breve se si pensa che i lavori sono iniziati praticamente a settembre e che sono state tantissime le norme da rispettare per avere l’agibilità definitiva.

E’ stato un lavoro molto impegnativo già quello di informarsi su tutte le normative in materia e devo ammettere che siamo usciti con non poche difficoltà da situazioni burocratiche che potevano compromettere la buona riuscita del nostro progetto.

Ma non ci siamo mai persi d’animo e abbiamo fatto “squadra”, proprio come fanno i ragazzi di Foscarini, soprattutto nei momenti più difficoltosi: in effetti la nostra filosofia è sempre la stessa, quella che ci ha permesso di arrivare sin qui…”Signor Angelo, in questo frangente è stato determinante la grande professionalità di tutte le singole aziende che si sono impegnate nel progetto…“

Non avevo dubbi sulle capacità di aziende molto esperte che hanno profuso il massimo impegno per consegnarci ,oggi, uno stadio modello che deve renderci orgogliosi, non solo come AS Cittadella, ma per quanto riguarda tutta la nostra comunità.

E’ senz’altro il fiore all’occhiello di tutti gli sportivi e sicuramente sarà un piacere frequentarlo per sostenere da vicino la nostra meravigliosa squadra che deve accomunare un territorio che va oltre i confini della città; è un altro passo importante per far conoscere i nostri valori e, girando l’Italia, stiamo capendo che per certi versi siamo cresciuti tantissimo in questi anni.

A questo punto mi sento di invitare i tifosi, ma anche quelli che hanno vissuto meno da vicino le nostre sorti, di starci vicino e farci sentire il loro appoggio e calore in una struttura che deve ora, ancor di più, far gustare la gioia dello sport: per me sarebbe un sogno che contro l’Ancona, squadra neo promossa come noi e quindi meritevole di elogi, che sugli spalti ci fosse un bel colpo d’occhio con 2-3 mila tifosi per festeggiare nei migliori dei modi l’inaugurazione del nuovo Tombolato, ma nello stesso tempo per dare la giusta gratificazioni a quelli che si sono impegnati, lasciatemelo dire, a creare una struttura che è tra le poche in Italia ad essere in regola con le ultime normative e disposizioni visti i tornelli presenti in ogni settore, le trenta e oltre telecamere, le rinnovate tribuna e sala stampa e quindi i nuovi spazi per l’antidoping , il prelievo ematico e la postazione di pronto soccorso, per finire con i nuovi parcheggi tutti illuminati.

Tornando a casa nostra abbiamo potuto proporre degli abbonamenti a prezzi molto accessibili e dunque anche da questo punto di vista i risultati tangibili non dovrebbero farsi attendere.”E naturalmente il Presidente termina con un accenno alla sua “creatura” ovvero alla situazione di Iori e company…

“Con il passare delle settimane le soddisfazioni arrivano, vedi la bellissima prestazione di Pisa, e tutto serve per portare in alto il morale; ma non avevo dubbi sulle qualità dei nostri ragazzi cosi come dello staff che li segue.Si sapeva che la serie B è dura, ma con pazienza e il sacrificio di tutti i risultati non potevano tardare.E’come il discorso dello stadio: era un nostro grandissimo desiderio quello di giocare a Cittadella ed ora siamo riusciti ad esaudirlo facendo i passi giusti, secondo le nostre possibilità, come d’altronde abbiamo sempre fatto…Ringrazio ancora tutti e credo che i nomi non servano perché le persone che dovrei nominare sanno già quello che valgono e come io e la mia famiglia li stimiamo!

Un sincero abbraccio e… viva il Cittadella!!”

SABATO 29 NOVEMBRE 2008 NOI CI SIAMO!
VOI RAGGIUNGETECI IN MASSA!

FIAMMA VENETA

martedì 25 novembre 2008

IL PRESEPE


E' tempo di pensare ad allestire il Presepe.
E come ogni anno è tempo di ricordare ai giovani le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra cultura.
Da dove veniamo?
Chi ci ha preceduto?
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Un capitolo a caso...
Cittadella, fine anni '80, si annuncia il Messia...
Re Erode ordina ai suoi adpeti di eliminare qualunque esponente del collegio dell'edificazione e del Consiglio degli Anziani che osi votare contro Gerusalemme 3, enorme bazar commerciale che deve sorgere lungo la romana via Postumia.
L'Arcangelo Gabriele, volando a Cittadella sin dalla lontana Gallia appare in sogno a Maria, giovane ragazza Cittadellese, sposata con il falegname Giuseppe, e annuncia, con tanto di proclami, bandi, inaugurazioni, il restauro delle mura della loro fatiscente dimora.
La popolazione comincia ad intravedere dal cielo una Cometa (quella di Halley, passaggio nelle vicinanze della terra nel 1986 come nell'A.D., n.d.r.).
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Primi anni '90... si attende ancora il Messia...
Eppure il primo mattone l'hanno messo, dice sconsolato Giuseppe ad un amico, la Cometa è arrivata dalla lontana Gallia e ho visto i giardinieri del Re diserbare le mura dal muschio.
Sarà... risponde l'amico, ma ho letto alcune pergamene che parlano di intrallazzi di potere per la costruzione di Gerusalemme 3, giochi sporchi e minacce di impiccagione per i Consiglieri del Re.
E la Cometa non è così vicina come quando è arrivata...
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1993... il Messia sta svanendo...
Sono arrivati da un paio d'anni gli ultimi Re Magi, che invece di portare doni al Messia gironzolano pericolosamente e truffaldinamente intorno alla Cometa, che giorno dopo giorno affievolisce il suo luccichio, come quando una montagna di monete d'oro pian piano viene erosa fino a diventare pianura...
E, infatti, il successore di Erode, Re Battisteo, assalito dagli scandali di Gerusalemme 3, incapace di tenere a bada i suoi compari Re Magi, trattato dai suoi stessi Consiglieri come un bue da una vacca in calore, incalzato dai boja del Regno d'Europa, abdica ignobilmente lasciando il Popolo allo sbando e la Cometa senza attracco...
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Un anno dopo, i tesorieri unni, guidati da Attila ed i suoi elefanti alla conquista di Cittadella, aprono i forzieri della camera dei salami e trovano solo briciole e pochi avanzi di soppressa ammuffita.
Questo il capitolo più vergognoso della luminosa storia di Cittadella.
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Per i giovani e per chi non volesse dimenticare, la storia è in questo breve, ma intenso, drammatico riassunto: link-storia-di cittadella-anni-'80
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Ultimo capitolo, i giorni nostri...
Chi si interessa della cosa pubblica della nostra cittadina sa che alcuni di quei Re Magi siedono ancor oggi in Consiglio Comunale a Cittadella.
Ed è rimasto anche il bue che ogni giorno non evita di fare la ridicola figura di dare del cornuto all'asino, che, per memoria storica, si rappresenta in foto...
Meno male che sono tutti all'opposizione... compreso Attila, che intanto si è stranamente dimenticato della storia di Cittadella, cosa che noi cercheremo di non fare MAI!
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FIAMMA VENETA
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A BRIGLIE SCIOLTE...


Un cavallo imbizzarito scalpita e nitrisce in viale Mazzini, Roma.
Che novità... è li dagli anni '60...
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No!
Non quello... quello è il segno di riconoscimento della sede RAI, una scultura in bronzo di Francesco Messina del 1966, denominata "Cavallo morente", che nelle intenzioni dell'artista doveva essere simbolo delle antiche comunicazioni umane che cedono il passo alle più moderne tecnologie.
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C'è n'è un'altro!
Vivo e vegeto, che scorrazza a briglie sciolte da una settimana o poco più, altro che morente...
Ed è diventato il simbolo delle moderne comunicazioni che cedono il passo alle disfatte delle politiche democratiche demolite dall'intellighenzia liberista.
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Uno di quelli che a volte ritornano, per restare, s'intende!
Non uno che riesci a mettere ne "la rete", come voleva fare Tonino!
Uno che dopo aver bevuto da un bottiglione e mangiato a quattro palmenti da una mastella, ha preferito ricostruirsi una verginità facendo finta di essere amico della Finocchiaro...
Uno che da democristiano ha litigato con il suo comandante una prima volta per diventare margheritino.
Uno che una seconda volta da udeurino ha tradito il suo nuovo generale per diventare democratico...
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Uno che oggi si può definire un... cavallo di Troia...
Giusta allegoria... O no?
E' uno dei tuoi, ma lo eleggiamo noi...
Gli chiediamo di dimettersi, ma lui inizia a lavorare indefessamente.
Un cavallo a servizio delle istituzioni!
Poco importa se sta facendo ardere sulla graticola un ex socialista Craxiano (!!!) ex direttore della RAI (cavallo di Troia di scorta?)...
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Attenzione Democratici italiani, inutile cacciarlo dalla stalla, vi ricordate il suo generale?
E' già stato clemente!
Lui sì che si è dimesso... e tutti ricordano che disastri ha combinato per il centrosinistra e quante fauste giornate ha regalato al centrodestra...
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Errare è umano, veltroneggiare è diabolico!
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E' proprio lui, si, il generale vostro incubo!
Quello della battaglia di Walterloo!
Colui che come tutti hanno capito aveva avuto delle promesse, fino all'altro giorno non mantenute...
Poi d'un tratto il suo cavallo si è ritrovato, come d'incanto, sullo scranno più ambito del momento e sarà dura, molto dura disarcionarlo dal trono.
Le promesse vanno mantenute.
E mentre voi democratici borghesi urlate: "Il mio regno per un cavallo!..." i libertini villani ga tacà el musso dove che vol el paron...
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FIAMMA VENETA
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lunedì 17 novembre 2008

CANDIDATO SINDACO DI PADOVA ELEZIONI 2009: CHI SARA'... IL SANTO?

Già... chi sarà il Santo che prenderà per mano la città del Santo e la porterà fuori da tutti i disastri che la caratterizzano da alcuni anni? E' tempo di dire come la pensiamo, di interessarci a quella che volenti o nolenti è la Città che ha condizionato e sempre condizionerà l'intera nostra Provincia.
E lanciamo anche un sondaggio, chiedendo partecipazione.
Intanto sui giornali, soprattutto su "Il Gazzettino" si leggono articoli come questi:

Aumentano i candidati. C'è anche Menorello.
C'è chi lo vuole politico DOC e chi lo preferisce di matrice...
Il Sindaco in Europa? Si scalda la panchina.
Padova i due poli alla pari e la Lega candida Bitonci.

Idee poco chiare, per non dire confuse...

Dieci candidati uno contro l'altro per il PDL, con Forza Italia che apre una vera e propria battaglia interna e Alleanza Nazionale che non pretende nulla di più che essere riconosciuta come la seconda forza politica a livello comunale.
Anche se c'è chi afferma che se gli Stati Uniti sono stati così maturi da eleggere un Presidente di colore, Padova potrebbe essere così matura da eleggere un Sindaco meridionale...
Chi gli dice che non viviamo negli Stati Uniti? Non per il suo essere meridionale, si intenda...

Uno strano sentimento, invece, aleggia in capo alla Società Civile con candidati spendibili in arrivo direttamente dall'Università. Il Magnifico Rettore, il Professore apprezzato...
Ma l'Università fa parte della Società Civile? Mah...

E Il Sindaco uscente? Speriamo anche perdente...
Ogni giorno, risultando quasi noioso, continua a dire di non volersi ricandidare...

Per parcheggiarsi in Europa... Dice lui...

Ed infine la Lega che non avendo nessuno a Padova, deve ricorrere a un Cittadellese, che a nostro modesto avviso fa molto bene a declinare l'invito.
Non perchè non abbia le capacità, anzi, ma perchè sarebbe un'operazione complessa e indelicata per Cittadella, per il suo mandato, per i suoi elettori Cittadellesi, per gli elettori Padovani, gran dottori, che potrebbero non capire il senso di questo tipo di candidatura.
Sia ben chiaro se accetta è un'opportunità interessante...

Tutti tasselli che se visti nel loro insieme non danno nessuna certezza.
Butade giornalistiche? O voglia di bruciare qualcuno? Come la politica è solita fare...
A novembre il candidato Sindaco giusto deve saper dire di no per non essere bruciato nei falò delle foglie caduche d'autunno.
Deve saper difendere la scelta di rimanere nell'ombra, tra una nebbia e l'altra, deve saper attendere la primavera, perchè germoglino le gemme degli accordi elettorali.
A novembre deve glissare con determinati NO!

Lo dice anche Giusy Ferreri "A novembre ho difeso le mie scelte, io ho creduto nelle attese io ho saputo dire spesso di no con te non ci riuscivo..."
Con te chi? Chi muove i fili dei pupi...

In tutto questo, però, manca un tassello fondamentale...
Padova potrebbe essere come Verona due anni fa? E' possibile trovare un candidato Sindaco forte che non faccia torto alla Lega e che unisca tutte le anime del PDL? Un estremo sacrificio per riconquistare la Città che ha la realtà economica più importante del Veneto?

Esiste!
Giovane, ma non troppo, dotato di una esperienza enorme, Padovano DOC, ex consigliere comunale agli albori della sua carriera politica, ben voluto da tutti, , in grado di prendere per mano la sua Città come ha saputo fare su ben altri scranni, portando il suo modello ad essere studiato e copiato in Europa, su rifiuti, sanità, lavori pubblici, commercio, cultura, agricoltura...
Dovrebbe cimentarsi solo un pò di più sulla sicurezza, ma era destinato a fare il Ministro dell'Interno prima di accusare qualche battuta d'arresto e potrebbe farsi consigliare da buoni collaboratori in materia.
Società Civile, Attività Produttive, Università, AUSSL, lo aspetterebbero con ansia e lo voterebbero in massa!

Ciò permetterebbe di risolvere una serie di questioni aperte...
Il suo posto attuale andrebbe alla Lega, Alleanza Nazionale potrebbe avere in cambio un paio di Province, perchè no anche quella di Padova.
Sarebbe l'unico in grado di vincere anche contro il Sindaco attuale, non sarebbe costretto ad andare fra due anni in pensione così giovane, ma avrebbe la possibilità di fare il Sindaco per dieci anni immolandosi per la Patria! La sua Patria!

Non sarebbe un sacrificio nè per lui nè per i suoi alleati, anzi...
Tappeti rossi e petali di rosa ad accompagnarlo fino a Palazzo Moroni, tutti uniti nel segno di quest'uomo... Il salvatore della Patria! La sua Patria!

E allora, qui, si lancia la candidatura perfetta, quella che non ti aspetti mai, quella che sarebbe giusta per tutti e che se non si fa non si è maturi come hanno dimostrato di esserlo gli Stati Uniti.

...Padova... la tua Città, la nostra guida, ti aspetta!
...Giancarlo Galan: SANTO SUBITO!

FIAMMA VENETA

venerdì 14 novembre 2008

POKERMANIA! ALL IN ON TEXAS HOLD'EM...


Classe I, scuola elementare, di una ridente cittadina del Nordest...
Maestra, maestra... Siccome piove e per l'intervallo non possiamo uscire... abbiamo portato le carte...
A cosa giocate chiede ignara la maestra... A One? Rubamazzo? Briscola?
Macchè... Due carte a testa, flop, turn, river e showdown...
All in e... hold'em (letteralmente tutto dentro e tienitele)!
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Potrebbe bastare così e invece in una cittadina limitrofa, ancor più ridente, la mattina dello stesso giorno è accaduto...
Papà, papà... Siccome piove e per l'intervallo non posso uscire... porto il computer a scuola...
Per farne cosa? Chiede impunemente il papà...
Ma per giocare a poker online, ovviamente, risponde il pargoletto frequentante la classe IV della scuola elementare...
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Tutto vero! Credete.
C'è da chiedersi, a questo punto quanto avanti con la pokermania sia la società italiana, al punto che bambini di 6 o 9 anni si pregiano di queste autonome iniziative.
I genitori giocao a poker dalla mattina alla sera?
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Si sapeva che in Italia ogni giorno aumentano a dismisura i club e gli avventori del poker sportivo alla texana.
Nei posti più seri si gioca con fish fasulle e senza scopo di lucro, rispettando la categoria sportiva di questo particolare gioco delle carte, riconosciuto legalmente dal Governo Italiano.
Nei casinò una settimana al mese è dedicata a tornei da 300 persone di media, che pagano un prezzo equo per l'iscrizione, soldi che vanno a creare un montepremi finale da dividere fra i primi 10 o 20 arrivati.
Nelle abitazioni private c'è il solito spazio per la scommessa tra amici di memoria millenaria.
Sul web migliaia di persone al giorno giocano liberamente senza limiti a poker, spesso trascurando ore di sonno o di lavoro.
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Oggi è difficile trovare per strada una persona di qualsiasi sesso, età o estrazione sociale che non abbia giocato almeno una volta in qualsiasi modo a poker sportivo.
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Spontaneamente sorgono delle domande...
Cosa si nasconde dietro a questa gran voglia di azzardo nella Società italiana?
Si è reso legale un gioco perchè è aumentata la domanda dello stesso o perchè alla fine la legalizzazione può portare a dei miglioramenti culturali?
Il poker, ma soprattutto il Texas Hold'em, può essere educativo per i bambini?
Meglio un saltuario abuso di alcol o droghe leggere o un'overdose di All in online?
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Attenzione non sembra sia una moda ma una vera e propria mania!
Si attendono le vostre opinioni sul tema...
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Intanto con Asso Asso al preflop vietato foldare, sbagliato checkare, bisogna raisare anche fino a All in!
Sperando che al flop l'adrenalina dia la scossa emotiva giusta per far dire all'avversario...
Ma hold'em! Hai sempre il solito culo!
FIAMMAVENETA

lunedì 3 novembre 2008

L'ARATRO TRACCIA IL SOLCO... IL GLADIO LO DIFENDE!


DECRETO GELMINI, MENTRE IMPERVERSAVA LA PROTESTA DEL NULLA QUALCUNO DIMOSTRAVA ANCORA BARLUMI DI LUCIDITA'...

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"Signor Presidente, signora Ministro, signori senatori, dichiaro che voterò a favore della approvazione della legge di conversione del decreto-legge cosiddetto Gelmini.
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Ho letto solo fuggevolmente il testo del decreto-legge, e solo per accertarmi, di fronte alla vasta protesta degli studenti universitari, dei ricercatori e di quelli contro i quali un tempo gli studenti manifestavano, e cioè i "baroni" universitari, che il detto decreto non contenga nessuna disposizione in materia di università, e che quindi costoro protestano contro il nulla. E questo serve già a motivarmi...
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Voterò a favore della legge di conversione per tre motivi che esporrò brevemente.
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Ma anzitutto voglio ringraziare da questi banchi gli organizzatori ed i partecipanti delle oceaniche manifestazioni di questi giorni: dai "baroni universitari" alle irresponsabili mamme di bambini innocenti portati in piazza a urlare slogan di cui essi non comprendevano certo il contenuto. Per me è stata una "botta di vita" sentire echeggiare slogan che temevo ormai desueti, sapere che "esisto" e che qualcuno si ricorda di me: "Cossiga boia!", "Cossiga assassino!" e "Cossiga piduista!". Debbo confessare che su questo campo speravo di più dalla marcia di oltre cinque milioni di persone, senza contare i cani ed i gatti, non, per questa volta, su Roma, ma in Roma e dalla oceanica adunata del Circo Massimo degna dei raduni di Adolf Hitler a Norimberga. Speravo, invero, che i "marcianti" dessero fuoco a qualche macchina, spaccassero qualche vetrina, lanciassero qualche bottiglia molotov contro le forze dell'ordine, scandissero lo slogan: "Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un carabiniere o è un fascista!" (omettendo giustamente l'inciso "un prete", che avrebbe però reso più pregnante lo slogan che sarebbe suonato: "Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un prete o è un carabiniere o è un fascista!"; ma tra di loro ci sono molti cattolici, "cattolici adulti" evvero, e cioè luteraneggianti come il loro dotto maestro, il cardinale Martini, ma pur sempre cattolici: nulla di tutto questo, purtroppo!). E questo tocco di illegalità dato alla manifestazione sarebbe stato utile anche per il Paese, perché il partito veltroniano avrebbe acquistato di credibilità nei confronti del "movimento" nel suo deciso evolversi in forme proprie all'"Autonomia Operaia" o a "Lotta continua" o al FUAN, movimenti tutti fortemente presenti nell'odierno "movimento" con ex-, oggi professori d'università ed anche leader dell'occupazione e della didattica inventiva (e questo nel futuro avrebbe permesso al partito veltroniano di poter gestire a pieno la protesta anche violenta, limitandola al lancio di molotov o di cubetti di porfido, tenendola lontana non più certo dalle P38, armi ormai obsolete, ma dalle nuove P2000, o dalle più sofisticate Glock o HK o Siegsauer). I baldi e coraggiosi marcianti - tra i quali è giusto citare Folloni, allievo del compianto Sbardella della destra democristiana, dentro il comune partito che fu significativamente chiamato "lo squalo", Franceschini, allievo dell'epurato De Mita, Rosy Bindy, la eletta da Andreotti e da Bernini contro Tina Anselmi (che è apparsa con una maschera bianca che le nascondeva il volto - cosa che ha suscitato un lungo applauso dai partecipanti dettato da profonda riconoscenza, diciamo così, estetica), e infine l'amico Franco Marini, coautore del famoso "preambolo" contro ogni forma di collaborazione della DC con il Partito Comunista (come è noto io ero invece a favore, eccome) e co-vincitore di un decisivo congresso nazionale della Democrazia Cristiana, contro le sinistre del partito, cui egli, convinto anticomunista a trecesentossessanta gradi (si comprende la sua antica e indefettibile amicizia con Silvio Berlusconi che non per niente lo voleva presidente della Repubblica), diede un fondamentale contributo con un suo memorabile discorso anticomunista ("Con la sinistra, mai!"), duramente polemico contro Benigno Zaccagnini, segretario della DC, e Francesco Cossiga, Presidente del Consiglio dei ministri - tutti ex democristiani che parlano chiaro e forte perché ritengono di aver ormai, nonostante la per loro dolorosa assoluzione di Giulio Andreotti e di Calogero Mannino, per la quale hanno tutti pianto lacrime amare, ampiamente scontato la loro colpa di essere stati membri del partito della mafia e della strategia della tensione, che hanno dato un grande contributo alla manifestazione, tutti compunti ma entusiasti, alla testa di precocemente maturati bambini, urlare con loro con profonda comune consapevolezza: "Assunzioni! Assunzioni!" e poi ancora: "Merendine! Merendine!". Non dico che era necessario lanciare almeno una bomba molotov o aggredire un carabiniere, ma almeno avessero gridato, facendo coro al loro camerata Franco Monaco, l'allievo del cardinale Martini, "Andreotti e Mannino mafiosi! Viva Caselli" e perché no, "Maria Stella Gelmini al rogo!", perché, suvvia, questo potevano anche urlarlo!
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Perché voto a favore? Non per la legge in sé, non credo nelle riforme in tempo di grave crisi ma credo ed approvo i tagli alla spesa pubblica, ma perché desidero, da vecchio assistente e professore universitario, che cessi comunque, con l'approvazione o la bocciatura della legge, questa indegna ma pericolosa pagliacciata di professori ex sessantottini - alcuni ai loro tempi anche aspiranti terroristi: poi non hanno avuto il coraggio fisico di passare alla lotta armata - oggi professori universitari, che da giovani erano volgari reggicoda (e leccaculo di baroni universitari), docenti che organizzano lezioni di fisica all'aperto, anche con esperimenti e con la partecipazione dei bambini delle elementari (che si inventano l'insegnamento autogestito o partecipato, l'algebra democratica, la chimica organica progressista e quella inorganica riformista).
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Ma, gentile collega Finocchiaro, lei riesce a immaginarsi il grande latinista Concetto Marchesi, rigido marxista-leninista e grande ammiratore di Stalin, discettare di Ovidio, di Catullo, di Virgilio di fronte a platee di bambini che ogni tanto alzano il braccino per chiedere il permesso di andare a fare pipì? Si riesce ad immaginare il severo Alessandro Natta, normalista, ammiratore della lingua latina tanto da definire, insieme ad Aldo Moro, la legge che aboliva l'insegnamento del latino: una "legge per una scuola di asini", discettare ai bagni comunali su Cesare finto democratico, Cicerone reazionario, Catullo sostenitore dei nuovi diritti civili e con una rapida escursione nella letteratura italiana parlare di Dante passatista e di Manzoni reazionario?
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E voto a favore perché spero che cessi questo inizio di movimentismo che vede pericolosamente uniti i giovani di sinistra con i giovani dell'estrema destra: i giovani di Alleanza Nazionale devono acquistare punti per la futura elezione del loro leader alla Presidenza della Repubblica. E meno male che questi ragazzi hanno rifiutato la solidarietà del fascista Antonio Di Pietro; già, perché ogni secolo ha il suo fascismo; ed il fascismo di oggi in Italia si chiama: "Italia dei Disvalori" o partito delle "Forche e manette"!
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Lei, senatrice Finocchiaro, è troppo giovane per ricordarlo, ma lei, senatore Zanda, certo lo ricorda perché era accanto a me al Viminale! Non nelle fabbriche o nelle campagne, ma nelle università e nelle scuole superiori, non nei sindacati e nel movimento del proletariato, ma nel movimento studentesco ebbe inizio il terrorismo! E tra i terroristi non vi fu mai un operaio o un contadino, ma tecnici, studenti universitari, laureati ed anche qualche professore universitario!
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Lei, senatrice Finocchiaro, è comunista e nasce politicamente nel Partito Comunista Italiano: ed è anche per questo, non certo per la sua militanza nel partito veltroniano, anzi nonostante questa, che io la stimo e l'ammiro! Distoglietevi un momento dal fare campagna per Obama, e operate dall'opposizione, da Roma non da New York, come operò negli anni '70-'80 il Partito Comunista per evitare che la storia, la tragica storia degli anni '70 si ripeta!
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Certo, ieri si è avuto a Milano un buon segno: gli studenti hanno cacciato via e respinto ogni solidarietà del leader dell'Italia dei Disvalori, il partito di "Forca e Manette", il famoso analfabeta Antonio Di Pietro, prima amante deluso ma ora ritornato nel talamo newyorkese di Walter Veltroni, anche se io mi sentirei più tranquillo se il movimento degli studenti fosse egemonizzato e guidato da un movimento di giovani comunisti, marxisti-leninisti e togliattiani. Negli anni di piombo nelle università si opponevano al movimento studentesco e ad Autonomia Operaia soltanto i ragazzi comunisti della Federazione Giovanile Comunista Italiana e i giovani cattolici di Comunione e Liberazione; e con le sprangate in testa a un giovane comunista ed a un giovane di CL iniziò l'occupazione dell'Università di Bologna. E con la devastazione della federazione provinciale del PCI della stessa città, mi fu data mano libera dal Partito Comunista per la liberazione "manu militari" della città dal movimento studentesco e da Autonomia Operaia: ed io vi provvidi - tempi gloriosi! - con il robusto e deciso intervento del reparto celere della polizia - glorioso reparto! - di Padova, dal battaglione mobile dei carabinieri di Gorizia, allora appartenente alle forze di primo intervento della NATO sul fronte Est, montato su cingolati e con le mitragliatrici brandeggiate, e dei ragazzi del battaglione dei carabinieri paracadutisti Tuscania, col basco cremisi ed in tenuta da antiguerriglia! E i loro comandanti furono poi, ad operazione conclusa, ringraziati dal sindaco comunista della città a Palazzo d'Accursio. Ma erano i tempi nei quali esisteva il glorioso Partito Comunista di Berlinguer e Pecchioli, oggi certamente non sostituito dal partito obamiano di Veltroni, di Franceschini e di Marini.
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Quando iniziarono le agitazioni contro il decreto Gelmini, mi fu chiesto da qualcuno della maggioranza: "Che fare?". Ed io, dimentico del celebre detto del Duca de la Rochefocauld: "I migliori consigli sono quelli che non si chiedono e non si danno", dissi: "Volete riportare la calma? Volete acquistare popolarità nel mondo della scuola e lasciare con un palmo di naso il partito obamiano? Abbandonate ogni idea di riforme e di tagli. Promuovete per decreto-legge a professori di prima fascia tutti: da ricercatori e precari in su! Date agli scolari delle elementari otto maestri per classe! Abolite nelle università gli esami di profitto e di laurea, rendendone automatico il conseguimento dopo un certo numero di anni. Stabilite il rapporto 1 a 50 tra studenti e corpo accademico, istituite una università per provincia e così via. La copertura finanziaria? Richiamare la nostra missione militare dal Libano, poiché è stato ormai raggiunto il suo scopo - il riarmo degli Hezbollah e la loro difesa dalle forze armate israeliane - e devolvere le somme stanziate per essa a queste politicamente più produttive spese". Ma la maggioranza ha seguito la terza delle prescrizioni di de La Rochefocauld: "Non seguire mai i consigli che vengono dati!".
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E così mi tocca votare a favore del Governo, nell'attesa che il Partito Democratico dica e faccia qualcosa di sinistra e sia serio, come serio, senatrice Finocchiaro, fu il suo partito: il Partito Comunista di Togliatti, di Longo, di Berlinguer e di Natta e lo sarebbe stato quello di Massimo D'Alema, serio come fu la Democrazia Cristiana di De Gasperi, di Scelba, di Moro e di Andreotti, sì, anche di Andreotti, alla faccia del prodiano Mario Monaco e degli altri "cattolici democratici" e "cattolici adulti" come lui, dall'ex-demitiano Dario Franceschini al "preambolista" Franco Marini.
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Per questi motivi voterò a favore. E che infine ritorni nel Paese e nel Parlamento lo spirito della prima gloriosa Repubblica, del glorioso Partito Comunista e della gloriosa Democrazia Cristiana!"
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Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore a vita Cossiga sul disegno di legge n. 1108
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FIAMMA VENETA
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domenica 2 novembre 2008

FIERA... FRANCA!

Fiammaveneta e II Consulta Comunale di Cittadella Sicurezza e Territorio la collaborazione continua!

Così comunicavamo alla stampa il nostro impegno per la fiera il giorno 24.10.08

Coordinamento servizio Fiera presidio incroci e presenza area Fiera

Il sottoscritto Ing.Luigi Sabatino in qualità di Presidente della II Consulta Comunale Sicurezza e Territorio di Cittadella e di fondatore della costituenda Associazione di volontariato Fiammaveneta, comunica quanto segue.

In collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con il Comandante dei Vigili Urbani Dott. Antonio Paolocci, vista la necessità di coordinare un servizio di presidio incroci e di ausilio alle Forze di Polizia Municipale impegnate per la buona e corretta riuscita della manifestazione Fiera Franca di Cittadella,per i giorni 26.10.08 e 27.10.08, la Consulta Sicurezza con i suoi componenti più attivi il Vice Presidente Agostino Gaddeo, Carlo Sgarbossa, Massimo Gennaro, Erik Nessenzia e Marco Milanato, e l’Associazione Fiammaveneta con il co-fondatore Diego Fior, garantiscono la presenza di 39 volontari per i servizi richiesti dal Comando di Polizia Municipale.

Il servizio consiste nelle seguenti mansioni principali:

  • presidio incroci zona nord-est territorio comunale con specifica mansione di informare gli avventori della Fiera Franca delle variazioni della circolazione stradale, dei divieti di accesso, della presenza e del modo di raggiungere i parcheggi dedicati per l’evento;

  • ausilio delle Forze di Polizia Municipale in punti strategici del centro e delle rive ove si sviluppano i banchi di vendita della Fiera, sempre con mansioni di carattere informativo perla cittadinanza ed eventuale segnalazione alle Forze dell’Ordine di situazioni di pericolo e/o anomali, illegittimi o molesti comportamenti.

  • gestione di un punto informativo (gazebo) per la spiegazione delle deviazioni stradali o della presenza delle aree di sosta.

Con la presente, sottoscritta anche dai componenti della Consulta Sicurezza attivi sul territorio, si richiede di dare risalto e spazio informativo sui Vs. quotidiani con un articolo che riporti l’attività svolta per la Fiera Franca, ricordando che ad un anno dall’insediamento della stessa Consulta, sono stati garantiti numerosissimi servizi in eventi come la Maratonina, Bici in rosa, Giro d’Italia, tornei estivi in piazza, Festa dello Sport, che hanno visto coinvolti moltissimi volontari, amici e parenti dei componenti della Consulta, con pochissimo spazio ai comunicati stampa redatti per la corretta informazione.

Risulta necessario, a ns. avviso, evidenziare l’immensa mole di lavoro svolto ed il prezioso contributo dato all’Amministrazione Comunale.

Ing.Luigi Sabatino (Presidente Consulta Sicurezza)

Agostino Gaddeo (Vice Presidente Consulta Sicurezza)

Carlo Sgarbossa (Consulta Sicurezza)

Massimo Gennaro (Consulta Sicurezza)

Erik Nessenzia (Consulta Sicurezza)

Marco Milanato (Consulta Sicurezza)

Diego Fior (Fiammaveneta)


E la Fiera è stata veramente... Franca!
Con il contributo e la collaborazione dei volontari civici coordinati dalla Consulta Sicurezza e dei volontari dell'Associazione Fiammaveneta, alla fine sono stati 46 gli amici che GRATUITAMENTE hanno presidiato la Fiera a supporto delle numerose Forze dell'Ordine presenti.
In campo anche l'Associazione Nazionale Carabinieri, sempre presente!
Abbiamo gestito un punto informativo in Borgo Bassano dalle ore 7.00 alle ore 19.00 di domenica 26 e lunedì 27 dando centinaia di informazioni e indicazioni agli avventori della Fiera.
Abbiamo presidiato gli incroci di accesso alla zona parcheggi, abbiamo segnalato alle Forze dell’Ordine situazioni di pericolo e/o anomali, illegittimi o molesti comportamenti.

Risultato?
Nessuno scippo, nessun furto, nessun incidente stradale, nessuno scasso ad automobile, nessun irregolare a smerciare prodotti contraffatti e non, comportamenti molesti prontamente gestiti dalle Forze dell'Ordine, nessun problema nel coordinamento delle forze volontarie e non in campo.
Non è mai successo che in una manifestazione di tale portata non sia successo niente di anomalo.

Ma quel che conta di più...
Centinaia di cittadini che ci hanno ringraziato per il lavoro svolto!
Ed hanno visto noi per strada, non chi era a casa a scrivere comunicati stampa...

Grazie a tutti, alla Consulta Sicurezza ed i suoi amici, a Fiammaveneta.
Arrivederci alla prossima manifestazione.


FIAMMA VENETA

ICARO


"E poi
Di colpo eccomi qua,
Sarei arrivato io,
In vetta al sogno mio,
Com'è lontano ieri….
E poi,
Più in alto e ancora su,
Fino a sfiorare Dio,
E gli domando io :
" Signore, perché mi trovo qui,
Se non conosco amore ?! "

dalla canzone Più su, di Renato Zero, album Icaro 1981.

1,7 secondi per morire a 17 anni...
Un amore che si credeva franco, onesto, duraturo...
Qualche sogno lasciato a gelare in frigo...
Il futuro bruciato come le spoglia di Giovanna d'Arco in un interminabile pensiero...
Alcuni giorni a premeditare freddamente un piano perfetto come una scultura di Michelangelo...
La dimostrazione del massimo onorevole coraggio possibile nell'inconscienza di esistere...
Un angelo che all'ultimo istante ha sussurrato la parolina fine alle sofferenze insormontabili...
Un atto che molti adolescenti di Cittadella avrebbero voluto riuscire a compiere...
Anche noi...

Addio...
1,7 secondi per essere eletto UOMO a 17 anni...

FIAMMA VENETA

venerdì 17 ottobre 2008

URBI ET ORBI!


Non è stata benedetta pontificamente l'adozione del PATI dell'Alta Padovana da Confindustria Padova come si evince dall'articolo ASCA del 16.10.08 che riportiamo:
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"Se l'obiettivo del Piano di assetto del territorio intercomunale (Pati) era uscire dal ''far west'' urbanistico - che a Padova ha creato il paradosso di 2.000 aree produttive nei 104 Comuni della provincia - in favore di una pianificazione del territorio sovracomunale, almeno decennale e concertata con le categorie economiche, il bersaglio per ora e' mancato.
Confindustria Padova, per voce del presidente Francesco Peghin e del delegato di Giunta all'urbanistica Antonio Cetera, boccia i primi degli undici Pati previsti in provincia di Padova: quello ''Tra Brenta e Bacchiglione'' (Piovese), gia' deliberato dalla Regione Veneto, e quello adottato dai Comuni dell'Alta Padovana.
Dietro la bocciatura, il timore che la situazione non migliori nei prossimi Pati, a cominciare da quelli della ''Citta' metropolitana'', della Bassa padovana (Montagnanese, Monselicense, Estense) e Conselvano dove si giocano fondamentali scelte di sviluppo.
''Pur condividendo le finalita' del Pati - spiega Peghin - il nostro giudizio sulle concrete modalita' di adozione e' per ora negativo. Si e' persa l'occasione di avviare un nuovo corso della pianificazione territoriale, attraverso una reale concertazione con le categorie. Non affrontare seriamente nel Pati temi quali lo sviluppo e riqualificazione delle aree produttive, gli incentivi al trasferimento delle imprese (credito edilizio, perequazione), politiche di aggregazione e cogestione tra piu' Comuni, significa svuotare di senso questo strumento innovativo, introdotto dalla legge urbanistica regionale 11/2004''.
Il presidente di Confindustria Padova precisa meglio il suo ragionamento.
''Il Pati e' uno strumento indispensabile che va nella giusta direzione del coordinamento politico-amministrativo tra Comuni e semplificazione dei livelli burocratici.
Ma il modo in cui finora e' stato adottato ne fa uno strumento vuoto.
Se l'obiettivo e' la governance coordinata e sostenibile del territorio, con un orizzonte almeno decennale, dobbiamo constatare che sono mancate scelte coraggiose.''
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Niente Urbi et Orbi...
Nel senso di mancata benedizione? O di orbi in urbanistica?
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A noi non risulta una mancata concertazione e per quello che abbiamo visto nemmeno una scellerata deturpazione del territorio come negli anni '80, anzi...
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Non sembra, però che la bocciatura nasconda una preghiera di inserire cattedrali nel deserto, della serie ora et labora, o nuove zone industriali a macchia d'olio, anche perchè con le due zone ZITAC a Cittadella, ad esempio o con la vituperata zona industriale di Fontaniva (serie di cattedrali nel deserto) lo sviluppo relativo alla domanda è garantito.
E di questi tempi c'è da chiedersi se bisogna favorire uno sviluppo in assenza completa di domanda, con il rischio di trovarsi capannoni completamente inutilizzati.
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Se, invece, ci si riferisce alla pulizia del territorio ben vengano le critiche...
Ma questa si fa con i Piani di Intervento e non con i Piani di Assetto Territoriali.
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La polemica, però, potrebbe nascondere l'inizio della campagna elettorale delle provinciali.
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Il PTCP, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, vorrebbe invadere i PATI intercomunali, sia per competenze che per altre questioni.
Le solite questioni...
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Attenzione industriali criticare è bene e vi si rende merito di aver chiesto confronto e chiarimento, ma lasciate stare le beghe tra i prappresentanti degli Enti...
Potrebbe essere controproducente peri cittadini, che siano essi lavoratori o datori di lavoro.
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Benedetto sia un PATI senza nuove zone industriali...
E allora URBI ET ORBI, ORA ET LABORA...
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FIAMMA VENETA
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PAGLIACCIATA SEMISERIA? MACRO AULSS IN QUADRILATERO...

Notizie dall'aldilà... In data 14.10.08 apprendiamo da Fabiana Pesci del Corriere delle Alpi che il padre padrone della sanità veneta vuole ottimizzare la sua azienda, riportiamo per intero l'articolo:
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"Otto Usl per sette province.
Ancora presto per prendere gomma e matita e ridisegnare l’assetto territoriale della sanità veneta, ma 22 sono troppe. Parola di Giancarlo Galan, che per una volta è d’accordo con il suo capogruppo Remo Sernagiotto, e lo sono Valerio Alberti, coordinatore regionale dei direttori generali delle Usl, e lo è Giancarlo Ruscitti, segretario regionale della sanità veneta.
In realtà si stanno valutando costi e benefici e anche il virtuso Veneto immagina un futuro con la cinghia tirata, per cui si prende avanti.
Ma ci sarà da ridere, quando arriverà l’ora di scegliere quando e come tagliare e accorpare.
Su quesi temi i cittadini si inferociscono e la Lega ci va a nozze.
Avrà coraggio Galan di andare fino in fondo?
Sernagiotto immagina una sanità veneta suddivisa per aree omogenee: «Una proposta volta alla semplificazione del sistema attuale, troppo legato all’appartenenza alla singola provincia. Sette, otto, al massimo nove aziende sanitarie territoriali che abbiano ognuna un bacino d’utenza di 500 o 600 mila cittadini. Ciascuna con un ospedale di riferimento che possa garantire prestazioni eccellenti.
Un esempio?
Il quadrilatero Cittadella, Bassano, Castelfranco ed Asolo rappresenta un’area omogenea.
La Regione ha espresso la volontà di ridisegnare la mappa delle Usl: una riorganizzazione volta al ridimensionamento delle venticinque aziende sanitarie venete, 22 usl, 2 aziende ospedaliere e IOV, è alle porte.
Lo stesso Giancarlo Galan, Presidente della Regione, dopo aver annunciato che nel 2009 non verranno reinseriti i ticket sanitari ha definito «una buona idea» ritoccare il numero delle aziende sanitarie venete al ribasso.
«La provincia di appartenenza non sarà più un elemento discriminante - ha chiarito Giancarlo Ruscitti, segretario regionale alla sanità - vi sarà una ristrutturazione dei servizi basata su attrattive e richieste degli utenti. Ma nessuno metterà mano alle due aziende ospedaliere il cui assetto non verrà modificato in alcun modo».
Valerio Alberti, coordinatore dei direttori generali veneti, accoglie benevolmente la proposta: «E’ necessario uno studio ed una valutazione della giusta dimensione di un’azienda sanitaria. Se è sottodimensionata il rischio è quello di vedere lievitare le spese di gestione e di rendere difficoltosa l’implementazione delle politiche sanitarie su larga scala. Per converso un’azienda troppo grande rischia di risultare ingessata nelle procedure decisionali e, per assurdo, di avere costi di gestione ancora più elevati di una piccola azienda. E’ necessario uno studio attento per valutare quale sia la dimensione massima che può raggiungere una Usl perché ottenga il risultato migliore mantenendo i conti a posto e risultando allo stesso tempo agilmente gestibile».
Alberti propone quindi un’attenta verifica delle dimensioni massime raggiungibili da aree tecnico-amministrative e cliniche. Ruscitti, d’altro canto, sottolinea come la volontà di ridisegnare la mappa delle aziende sanitarie venete non sia legata in alcun modo a problemi di bilancio: «I conti della sanità veneta sono a posto. E’ certo che sentiremo anche noi gli effetti della crisi nazionale, ma non voglio parlare di tagli. Si tratterà di ridefinire le aziende a seconda della loro capacità di dare risposte. Per ora ridisegneremo l’ambito amministrativo». Il segretario tuttavia sottolinea i vantaggi dell’attuale suddivisione: «La capillarità delle 22 Usl venete permette ad esempio un contatto diretto con la conferenza dei sindaci. Questo si traduce nella possibilità dei singoli dg di comprendere a fondo le istanze degli utenti. Cercheremo di garantire questo particolare approccio assistenziale nell’ottica della rinegoziazione». Ecco il nodo da sciogliere: ridimensionare riuscendo a mantenere vive le due anime delle aziende sanitarie venete: da un lato quella strettamente medico-assistenziale, dall’altro quella sociale. L’obiettivo è riorganizzare i servizi mantenendo alti gli standard qualitativi, contenendo le risorse."
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Il progetto, a nostro avviso, sembra interessante…
Ma ciò non risolve in alcun modo il nodo dell’ingerenza politica del Governatore attuale nelle macro AULSS future.
Intanto l’esempio nell’articolo parla di quadrilatero Cittadella, Bassano, Castelfranco ed Asolo…
Con quali ospedali?
Ritorniamo quindi al tema: Quale futuro per l’ospedale di Cittadella?
A voi qualsiasi contributo relativo.
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FIAMMA VENETA
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venerdì 10 ottobre 2008

NON SIAMO IN SVENDITA...IL NOSTRO SFOGO CON IL CUORE IN MANO!


E' ora di affrontare il dilemma PDL e vorremmo vedere e partecipare ad un vero dibattito sul tema. Tema difficile da affrontare con serenità e con ottimismo.
Cosa sarà il PDL?
Un vero partito che saprà cambiare la politica radicalmente dal basso e dall’interno?
“Più che guardare al passato, noi, siamo sempre intenti verso il futuro.”
O sarà soltanto un contenitore dove andranno a finire le logiche democristiane della prima repubblica dalla quale, secondo noi, non siamo mai usciti?
Certo, il popolo Italiano ha dimostrato il desiderio di bipolarismo ma Forza Italia e AN saranno in grado di rompere gli schemi della prima repubblica offrendo agli elettori un vero, nuovo soggetto politico?
Quando vediamo alcuni di FI firmare lettere e pubblicazioni auto-proclamandosi coordinatori del PDL, senza che nessuno li abbia votati e soprattutto senza aver avuto almeno il buon gusto di interpellare i futuri “colleghi” di partito di partecipare a qualsiasi iniziativa proiettata verso il PDL, ci fa pensare, ci fa riflettere.
Abbiamo l’impressione che per tanti di FI il PDL è solo un cambio di nome e il partito appartiene a loro e non è un unico soggetto politico fatto di più anime con storie diverse lanciato verso il rinnovamento.Il prossimo anno abbiamo le elezioni provinciali e europee. Chi manderemo in Europa? Tutti quei personaggi che non sono stati capaci di affermarsi nel territorio e pertanto come premio di consolazione li mandiamo in Europa? Difenderanno l’Italia? Difenderanno la giustizia sociale? Difenderanno la famiglia, il primo gruppo sociale dove viene sviluppata la personalità di una persona? O difenderanno, invece, la logica delle lobby.
Finora l’unico a fare un pò di pubblicità per l’Italia è Borghezio, bella roba!!!!
Non dobbiamo combattere le multinazionali, le case farmaceutiche, le associazioni lobbistiche e massoniche, ma la logica di un sistema basato su interessi puramente personali.
Il PDL corre il rischio di diventare un contenitore di lobby senza un codice di base condiviso.
Ci sono alcuni che cominciano ad avere paura della popolarità della Lega pertanto tendono a cambiare le regole e non a lottare per un ideale, ideale che gli Italiani vogliono sentire.
Perché, forse, ideali non hanno più.
Avendo criticato FI e giusto criticare AN.
Un leader che ha lanciato anatemi sull’antifascismo mettendo in discussione una storia che appartiene al suo partito.
Un leader che forse ha deciso di ritirasi dalla vita politica, una scelta personale nulla da dire, ma come leader criticabile per non aver dato gli strumenti ad un partito che ha una storia, con una base che crede nel partito, nei valori dell'MSI e nelle lotte fatte in nome della libertà.
Alcuni personaggi, poi, traditori del popolo, che dovrebbero difendere i loro iscritti, i loro simpatizzanti; persone che sono sempre pronte a dare il proprio appoggio lavorando nella bottega sul retro per portare, dove possibile, i veri valori e principi della democrazia, della libertà, della giustizia sociale, liberi di qualsiasi imposizione, sono sviliti da alcuni marescialli che hanno il didietro incollato alla poltrona e fanno strategie con un unico obiettivo: salvarsi il culo perdendosi nel vortice del clientelismo... invece di lottare per uno spazio vero all’interno di questo nuovo soggetto .
Noi non riconosciamo il partito in questi personaggi e per quanto ci concerne dovranno essere delegittimati a rappresentare la base di AN.
“Non è gerarca colui che non sa scendere in mezzo al popolo per raccoglierne i sentimenti e interpretarne i bisogni.”
Il nostro voto non è in vendita e non abbiamo intenzione di svendere a nessuno quegli ideali in cui crediamo ferventemente. Saremo idealisti... O realisti...
Dio forse è morto, ma noi non lo siamo ancora e non intendiamo morire né padani né democristiani lobbisti.
“Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla.”
A questo punto è chiara la nostra posizione e i nostri vincoli sono altrettanto chiari quanto mai necessari e si riconoscono nello stile di vita, nell'onestà intellettuale e nella ricerca continua di realismo anzichè di filosofia.
La disciplina deve cominciare dall'alto se si vuole che sia rispettata in basso.
Meglio lottare insieme che morire da soli.
Meglio morire in piedi, che vivere una vita in ginocchio.
Unica è la fede: l’amore di patria; Unica è la volontà; fare grande il popolo.
La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista. Non è una uguaglianza: è un privilegio.
Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano.
Facciamo in modo che le glorie del passato siano superate dalle glorie dell'avvenire.

CAMICETTA NERA - FIAMMA VENETA - EXTREME RIGHT

martedì 7 ottobre 2008

DIO NON E' GRANDE!

Si scusi la blasfemia...
Ma quando si ha un Presidente del Consiglio così, viene in mente il titolo del libro più famoso di Christopher Hitchens.
Motivo?
Domenica 5 ottobre 2008, colui che da molti è considerato il nuovo Duce, supera le spoglia terrene del proprio corpo e di fronte ad una delle sue solite folte e gremite platee, appoggiando sul leggio le nocche delle dita con le due braccia ben tese, testa alta e petto in fuori, come solo Lui sapeva fare, così scandendo il proprio verbo evangelizzava il Popolo.
"Italiani!
Ad inizio secolo la vita media nel nostro Paese era di 40 anni!
Oggi la vita media si è alzata fino a 80 anni!
Con l'aiuto di Don Verzè, ho già creato un gruppo di studiosi, con base a Verona, che mi dirà cosa devo fare per alzare la vita media degli Italiani fino a 120 anni!"
Non è una barzelletta...
Del resto il Messia di Arcore ha appena compiuto ben 72 anni ed ha voluto dire, ai tanti che sperano che la vita media degli Italiani si abbassi di qualche annetto, che lui non è altro che un giovane maturo pronto per la croce!
Dio non è grande!
Berlusconi... ti allunga la vita!

FIAMMA VENETA

mercoledì 1 ottobre 2008

RAZIONALISMO E FASCISMO


Abbiamo notato un certo interesse per un semplice riferimento ad un post pubblicato nel blog dell’amica Maria Rita, che linkiamo e invitiamo a visitare: assaggi di me - caffè letterario
Sempre con l’intenzione di essere di parte, per dimostrare che le cose in cui crediamo sono oggettive, ricordando qualche studio e con qualche riferimento recuperato in fretta online, esplicitiamo la nostra posizione.

Dopo lo sconvolgimento totale in Europa, successivo alla prima guerra mondiale, prese piede l’art nouveau che riproduceva forme arbitrarie e prive di funzione, perché non collegate ai contenuti, cercando, in questo modo, di caratterizzare le strutture di modernità.
Il razionalismo (così definito in Italia e Germania) aveva come scopo quello di risolvere i problemi dell’edilizia di massa cercando di far congiungere la creatività individuale con la serialità ripetitiva per rispondere alle organiche esigenze della coscienza civile.

Il razionalismo è caratterizzato da:
una stretta connessione tra forma e funzione;
l’utilizzo di elementi prefabbricati di dimensioni standard;
la riduzione all’essenziale eliminando ogni aspetto superficiale come ad esempio la decorazione;
il funzionalismo;
un ampio uso di linee, angoli netti e volumi netti.

Ciò che più contava era la necessità di un’architettura universalmente comprensibile e che si staccasse nettamente dal passato.
Nel 1933 venne redatta a Parigi, con il preminente impulso di Le Corbusier (non un architetto giapponese qualunque), la “Carta di Atene”, una sorta di documento che gettava le basi per l’architettura contemporanea.

Non mancarono comunque le critiche che attaccarono il razionalismo per l’assenza di suggestioni figurative, l’utilizzo di standard in urbanistica ed edilizia, la produzione di serie che si limitava a riprodurre determinati canoni.

In Italia si soleva far coincidere razionalismo e fascismo poiché il primo era lo stile privilegiato nel ventennio.
L’architettura fascista fu senza ombra di dubbio favorita dall’elevato numero di opere pubbliche le quali, realizzate dal regime, ne testimoniavano l’incisiva e concreta presenza all’interno del paese.

Questa nuova scuola intendeva abolita totalmente ogni sorta di legame col passato, recuperando però alcuni elementi classici rendendoli in chiave nazionalistica.
Nello stesso tempo questo genere di architettura che testimoniava un rifiuto delle tradizioni, voleva anche contrapporre allo stile di vita individualistico borghese, quello eroico e collettivo.

Il regime fascista diede il via alla progettazione di aree urbane, alla costruzione di edifici e nuove città come Littoria (l’attuale Latina), Pomezia, Sabaudia ed Aprilia.
Alcune di queste opere rappresentano dei capolavori come il Palazzo della Civiltà Italiana (già il nome dice tutto) rappresentato in foto.
Gli edifici eretti in quegli anni avevano un’immagine sì gelida ma grandiosa, a causa dell’utilizzo del marmo, di facciate con lastre piane, della ripetizione di forme geometriche come il cubo e il cilindro, il contrasto dei bianchi e dei neri e l’assenza di inutili decorazioni.
Lo scopo principale dell’architettura era quello di incanalare il gusto popolare in un’estetica che fosse lo specchio fedele del regime fascista e quello di “ smuovere le masse”.

L’architettura procede di pari passo con il regime fascista e, come questo, inizia a cambiare alcuni aspetti, dal rigore tecnicista basato soprattutto sull’uso geometrico di volumi e forme, si passa ad un aspetto che privilegia l’effetto di stupore e grandezza passando così al monumentalismo.
L’aspetto che viene messo in evidenza è quello della scenografia che colpisce per l’utilizzo di proporzioni enormi e del marmo che sostituisce il solo intonaco.

Come dice l’amico extreme right, infine, le opere dell’Architettura fascista sono ancora oggi presenti in tutte le città italiane (anche a Cittadella in piazza Martiri del Grappa) e sono migliaia.
Non le hanno potute cancellare perché avrebbero dovuto distruggere città intere!
E questo fa parte della giusta memoria!
FIAMMA VENETA

lunedì 29 settembre 2008

PIOVE... GOVERNO LADRO!


Oggi, per radio, apprendiamo una notizia che ci mozza il fiato! Credendo si tratti di solita voce di corridoio tra il serio ed il faceto, dopo indagine accurata troviamo, purtroppo, riscontro oggettivo dal sito affaritaliani.it.

In Italia si paga tutto.

Anche la pioggia, con la bolletta...

Un temporale, in media, incide quasi per il tre per cento sulla tariffa dell'acqua potabile stabilita per ogni utente.

E così a Ravenna, l'ente pubblico della rete idrica (Ato), ha deciso di inserire nella bolletta una voce relativa alla gestione delle fognature delle acque bianche, ovvero quelle derivanti dalla raccolta dall'acqua piovana.

Secondo l'Ato, in media ogni temporale incide quasi per il 3% sulla tariffa dell'acqua potabile stabilita per ogni utente.

Immediata la mobilitazione dei consumatori, che si sono rivolti al ministero dell'Ambiente.

Ma non è tutto qui...

La delibera dell'ente, emessa a gennaio, prevede infatti anche il recupero dei costi per il 2005, il 2006 e il 2007. Grazie alla "tassa sulla pioggia", l'Ato risparmierà ogni anno più di un milione di euro e per gli anni passati ne recupererà oltre tre.

Ma i cittadini non ci stanno, e ci pare ovvio!

Contro l'inserimento dei costi piovani in bolletta si sono subito schierate le associazioni dei consumatori, che promettono battaglia. La lista civica comunale "Per Ravenna" si è rivolta al ministero dell'Ambiente, chiedendo al Comitato per la Vigilanza sull'uso delle risorse idriche un pronunciamento chiaro sulla nuova imposta.

Risposta che è subito arrivata: la tassa sulla pioggia è illegale, perché l'attuale normativa esclude che i costi per lo smaltimento delle acque meteoriche possano essere imputati al servizio idrico.

L'Ato ravennate, dunque, dovrà prenderne atto, ma sulla vicenda c'è anche un altro colpo di scena. L'assessore regionale dell'ambiente dell'Emilia Romagna, si è invece schierato a favore dell'imposta piovana.

"I Costi per lo smaltimento delle acque meteoriche nel territorio dell'Emilia Romagna devono essere computati nella tariffa del servizio idrico integrato - ha spiegato -.

La disamina della questione alla luce delle sole norme statali rappresenta un esercizio interpretativo inconcludente".

Cose da pazzi!

Questi sono gli amministratori di sinistra!


FIAMMA VENETA